Elly
che nome è?
«Un
soprannome. Porto i nomi delle due nonne: purtroppo non le ho mai
conosciute, e non volevo far torto a nessuna. La nonna fiorentina,
Elena; e la nonna di origine lituana, Ethel».
Schlein
è un cognome ebraico?
«Sì,
e ne vado fiera. La versione originaria è Schleyen, semplificata
quando il nonno emigrò a New York in cerca di fortuna. Cambiò anche
nome: era Herschel, divenne Harry».
Da
dove partì?
«Da
un villaggio vicino a Leopoli, Zolkiew, che oggi è in Ucraina. Con
mio padre Melvin ci siamo tornati nel 2018, con le foto e le lettere
dei suoi zii, dei suoi cugini. Abbiamo forse ritrovato la via dove
vivevano. Ma non è rimasto niente dopo l’Olocausto. Il nazismo non
ha solo sterminato intere famiglie; ne ha voluto cancellare ogni
traccia».
Cosa
fece il nonno in America?
«Si
spezzò la schiena. Prima come sarto. Poi aprì un chiosco di generi
alimentari. Morì presto. Suo figlio, mio padre, conobbe mia madre
Paola a Taormina. A un convegno sul federalismo».
Qual
è il suo primo ricordo?
«Mi
torna in mente il regalo del nonno materno quando avevo 7 anni: la
Costituzione e i quattro codici commentati. Li portai a scuola, tutta
fiera. Che imbarazzo...».
Chi
era il nonno materno?